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Passante Ferroviario Catania: la stazione Picanello

Passante Ferroviario Catania: la stazione Picanello

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CATANIA – Prosegue il nostro viaggio nelle stazioni (fermate) del Passante Ferroviario di Catania. Dopo aver visitato le stazioni di Catania Europa (vedi notizia del 27/11/2017) e Catania Ognina (vedi notizia del 18/10/2017), oggi cerchiamo di fare il punto su quello che a breve sarà Catania Picannello.

La stazione Picanello del Passante Ferroviario di Catania è situata tra le stazioni di Europa e Ognina, a circa 2 km da Catania centrale, e si trova al centro di un quartiere antico e popolare della città etnea, dal quale prende il nome.

E’ l’unica stazione sotterranea del Passante finora realizzata: per questo motivo i lavori sono stati lunghi, tanto che l’impianto non è ancora aperto al pubblico. Tuttavia, sia le dichiarazioni di RFI, che la realtà fattuale, indicano che all’apertura della fermata non manchi molto.

Per comprenderne la sua complessa struttura, va innanzitutto ricordato che essa insiste su un tratto di linea a doppio binario che corre in due gallerie distinte e relativamente distanti l’una dall’altra. Lato nord, il binario in direzione Messina corre nella galleria realizzata negli anni ’50, all’epoca in cui la linea, che correva sul lungomare, venne interrata tra Ognina e piazza Europa con un tracciato rettilineo. La galleria lato sud, quella di raddoppio, realizzata negli scorsi anni nell’ambito dell’intervento non ancora concluso, ospita il binario in direzione Catania ed ha un tracciato leggermente diverso dalla preesistente, descrivendo un arco convesso verso il mare per evitare le fondazioni degli edifici più alti.

Dal punto di vista planimetrico, quindi, le banchine della fermata sono distinte e lontane fra loro. Ciò rende piuttosto problematici i collegamenti con la superficie, anche in ragione degli spazi, piuttosto ridotti, nell’ambito di una rete viaria caratterizzata da strade strette e fitte. Gli accessi sono quindi ubicati in due diverse zone: sul marciapiede lato nord di via Timoleone ed al termine di via Capace, una stretta traversa di via Guerrera. L’accesso presenta due rampe, situate in due varchi ubicati nello stesso marciapiede; uno presenta scale mobili, l’altro scale fisse.

L’altro ingresso, circa 100 m. verso mare, ricavato in spazi più ampi all’interno di uno slargo tra la fitta edificazione, presenta un parcheggio, vani ascensore e discenderie con scale fisse e mobili. Ad esso potrà accedersi direttamente da via Capace e tramite un percorso pedonale da via Messina. Un’altra piccola area, ricavata dall’abbattimento di un edificio ad angolo tra via Messina e via Guerrera è dedicata agli accessi di emergenza ed agli impianti di aerazione.

Picanello è pertanto in grado di richiamare un’utenza considerevole, grazie alla sua collocazione nel cuore di un quartiere densamente popolato ed alla vicinanza con il lungomare di San Giovanni li Cuti, raggiungibile facilmente a piedi. Il parcheggio al termine di via Capace può garantire un importante interscambio con l’uso dell’autovettura, ma presenta dimensioni piuttosto ridotte: circa 400 mq, per ospitare, al massimo, una ventina di posti auto. Si potrebbero sfruttare, in tal senso, gli spazi presenti su via Aldebaran e su via De Gasperi. Praticamente impossibile, in questo punto, l’accesso degli autobus della AMT: l’interscambio avverrebbe a piedi, tramite il percorso che collega l’accesso a via Messina. Per via Timoleone, invece, c’è la possibilità di ubicare una fermata dei mezzi pubblici nei marciapiedi a ridosso delle scale di accesso.

Piuttosto, sarà opportuno segnalare accuratamente la presenza di questi ingressi, veramente difficile da rilevare, lo è stato anche per noi, a chi non è molto avvezzo al quartiere. Come sempre, la collaborazione con l’amministrazione comunale di Catania in tal senso sarebbe utilissima, anche in funzione del sopra citato coordinamento con i mezzi del trasporto pubblico di superficie, in grado di incrementare la potenzialità della stazione.

Quest’ultima è destinata ad essere ulteriormente incrementata dal completamento del Passante lato sud e dai nodi di interscambio con la metropolitana FCE. Ciò a condizione che il servizio ferroviario presenti una frequenza in grado di attrarre l’utenza, togliendola all’autovettura privata: cosa alquanto auspicabile, dal momento che la rete viaria si presenta, come accennato, del tutto inadeguata a garantire livelli di mobilità degni di una metropoli.

Roberto Palermo

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FERROVIE SICILIANE

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