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Ferrovia Alcantara-Randazzo, per lavori un treno ripercorre parte della linea

Ferrovia Alcantara-Randazzo, per lavori un treno ripercorre parte della linea
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ALCANTARA – Lungo una linea chiusa all’esercizio come la ferrovia Alcantara-Randazzo è bastata la presenza di operai e mezzi d’opera a generare facili entusiasmi in soggetti della Valle che con fantasiose ipotesi illudono la popolazione. Per fare chiarezza e evitare facili strumentalizzazione dei fatti a favore di chissà chi, siamo andanti a vedere cosa succede lungo l’ex ferrovia percorrendo l’intero tracciato partendo dalla stazione FS di Alcantara fino a raggiungere quella dismessa a Randazzo.

Entrando nella stazione di Alcantara notiamo che nel suo ampio scalo sono depositate centinaia di traverse, rotaie e attrezzature di ogni genere per il risanamento dell’armamento ferroviario: questi materiali andranno a sostituire l’attuale piano del ferro della linea compresa tra le vicine stazioni FS di Letojanni e Riposto. Negli stessi spazi trovano ricovero i numerosi mezzi d’opera della Globalfer di Caserta, che nella stessa area di cantiere ha disponibili altre quattro locomotive diesel (2 Cockerill-Ougree serie 51 ex SNCB e 2 Nohab serie Di 3a ex NSB).

Percorriamo in direzione sud tutto il marciapiede del binario 1, e circa 150 metri dopo troviamo la deviata per Catania e quella che permetteva di risalire la Valle Alcantara. Proseguendo, sotto il ponte della SP 9, una locomotiva Nohab in composizione a sei carri Faccs, e poco dietro, un altro convoglio con carri per la pulizia del sedime e una locomotiva Cockerill Augree posizionata in direzione Randazzo. I due treni per il risanamento dell’armamento ferroviaria insieme occupano la linea per circa 450 metri.

Camminando lateralmente al treno fino a raggiungere l’ultimo rotabile si nota come sia stato necessario rimuovere la grande quantità di detriti che nel tempo hanno ricoperto questo tratto di linea, fino al 1994 percorsa dalle Aln668 serie 1500. Pochi metri dopo il secondo convoglio delle traverse sistemate come una sorta di respingente delimitano il punto di linea effettivamente percorribile dai rotabili.

Vogliamo approfondire e decidiamo di oltrepassare le traverse proseguendo sul sedime fino a raggiungere e superare il sottovia ferroviario che taglia l’Autostrada Messina-Catania (A18). Qui termina il tratto di linea ripulito dai rovi. In questo punto sono visibili le rotaie, il segnale di protezione con Alcantara, una garitta telefonica in cemento.

Abbiamo già percorso 835 metri, e notiamo poco più avanti che la ferrovia torna nuovamente a essere sepolta dai rovi e altri materiali di risulta: solo 37 km più a monte, nel tratto prossimo a Randazzo, notiamo altri operai occupati nei lavori di scerbatura: si tratta di quella pulizia periodica per evitare il rischio incendi. Per il resto anche in questa parte della linea nulla è cambiato rispetto ai nostri precedenti sopralluoghi.

Iniziamo il lungo viaggio di ritorno verso Messina percorrendo la SS 185 che come molti sanno in più punti è parallela a questa bellissima linea ferrata e ai suoi imponenti ponti, una ferrovia che, come abbiamo più volte ripetuto anche nelle manifestazioni che abbiamo realizzato nella Valle, possiede tutti i requisiti per tornare a vivere (non solo come ferrovia turistica come vorrebbe qualcuno) e migliorare, non di poco, quella mobilità sostenibile indispensabile allo sviluppo di tutta la Valle Alcantara che sarebbe proiettata attraverso sistemi moderni con Messina, Catania e Enna.

Per raggiungere questo risultato e dare nuova vita all’infrastruttura certamente non basta la nostra preziosa attività di sensibilizzazione, è indispensabile una nuova e più moderna visione dell’intero territorio e, cosa non da poco, la volontà delle amministrazioni locali e regionali, nonché di tutta la società civile.

In anteprima il punto terminale percorso dai rotabili e le traverse a delimitare il percorso
Alcantara, 17 luglio 2014 | Foto, Giovanni Russo

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