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Oltre lo Stretto: a bordo della nave Elio firmato il Protocollo d’Intesa tra i Comuni di Messina e Reggio Calabria

Oltre lo Stretto: a bordo della nave Elio firmato il Protocollo d’Intesa tra i Comuni di Messina e Reggio Calabria
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STRETTO DI MESSINA – Mentre il servizio di traghettamento della flotta di Stato registra un distacco sempre maggiore dal territorio in cui opera, venerdì 16 ottobre 2026 si è svolta a bordo della nave Elio (flotta Caronte & Tourist) una seduta congiunta straordinaria dei Consigli Comunali di Messina e Reggio Calabria. All’incontro, al quale eravamo presenti, intitolato significativamente Oltre lo Stretto, le due amministrazioni e i rispettivi sindaci – Federico Basile per Messina e Francesco Cannizzaro per Reggio Calabria – hanno sottoscritto, proprio al centro dello Stretto, un Protocollo d’Intesa per avviare il percorso istituzionale di costituzione dell’Area Integrata dello Stretto.

L’accordo, strutturato in 11 articoli, ha una durata quinquennale e punta a superare i confini geografici e amministrativi delle due sponde. Le sei direttrici fondamentali dell’intesa prevedono lo sviluppo coordinato di trasporti e mobilità intermodale, turismo, cultura e valorizzazione del patrimonio storico e artistico, sinergie universitarie e progetti scientifici di ricerca, protezione civile, buona amministrazione
Fin qui i fatti cronologici.


L’ANALISI STORICA

Pur prendendo atto della lodevole iniziativa, che in particolar modo punta a potenziare l’aeroscalo “Tito Minniti” di Reggio Calabria integrandolo con l’utenza messinese attraverso l’annunciata istituzione di nuovi servizi di mobilità dedicati, per la nostra Associazione si tratta di uno scenario già vissuto.

Eravamo presenti anche nel 2015, quando a bordo della nave Messina (flotta RFI) i sindaci del tempo, Renato Accorinti e Giuseppe Falcomatà, si riunirono per proporre l’avvio dell’iter per rendere lo Stretto patrimonio dell’umanità UNESCO, annunciando al contempo l’istituzione di flotte comunali e un radicale potenziamento dei servizi di continuità territoriale. Linee programmatiche e annunci che, alla prova dei fatti, si sono concretizzati con ulteriori dismissioni e riduzione di servizi all’utenza.

Ampliando l’analisi storica, dinamiche simili si sono già registrate nel corso degli anni ’60 e ’80. In quelle stagioni, a fronte di un significativo potenziamento della flotta navale ferroviaria da parte dello Stato, i dinieghi e i mancati accordi degli amministratori locali dell’epoca rispetto all’adeguamento delle indispensabili infrastrutture di terra, uniti alla cancellazione dei piani di sviluppo originari, impedirono all’area dello Stretto di assumere un ruolo strategico e baricentrico nei trasporti del mediterraneo.

Il passaggio nel nuovo millennio ha mostrato una contrazione maggiore con uno smantellamento inesorabile delle infrastrutture ferroviarie e non sia a Messina che a Villa San Giovanni, così come di quelle di Reggio Calabria, oltre al progressivo ridimensionamento dei servizi di traghettamento. Più nello specifico, abbiamo assistito a una costante riduzione dei collegamenti pubblici che, a fronte di un aumento dei costi per la collettività, sono stati sistematicamente rivisti al ribasso.

Questa progressiva penalizzazione della continuità territoriale e della mobilità passeggeri tra le due sponde è un tema che vi abbiamo costantemente documentato e raccontato con dati, rilievi tecnici ed esperienze dirette attraverso le pagine di questo nostro spazio web.


LE TARIFFE

Proprio in una delle tante azioni a “vantaggio del territorio” nel luglio 2010 con l’avvio della metromare il costo del biglietto tra Messina e Villa San Giovanni passò da 1 euro a 2,50 euro, mentre tra Messina e Reggio Calabria passò da 1,50 euro a 2,50 euro, registrando in meno di 24 ore un aumento di +150% per la prima tratta e +66% per la seconda. Da quella scelta iniziarono le criticità che tutt’oggi viviamo.

L’auspicio della nostra Associazione è che questa nuova dichiarazione d’intenti istituzionale si traduca rapidamente in provvedimenti strutturali e misurabili a reale beneficio della collettività e dei pendolari. Vigilando attentamente sulle prossime mosse delle amministrazioni, non vorremmo che tutto questo impianto programmatico finisse per materializzarsi nell’ennesima operazione d’immagine o, peggio, nel solito vantaggio economico a beneficio dei soliti noti, lasciando il territorio e i cittadini con un pugno di mosche.

In anteprima un momento dell’incontro delle due amministrazioni sulla nave Elio
Stretto di Messina, 16 ottobre 2026 | Foto, Giovanni Russo

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