Cippo ferroviario: risolto il quesito dei martelli

Nelle scorse settimane avevamo posto un quesito sulla natura di un cippo ferroviario, ritrovato lungo una nostra linea siciliana, che su una facciata riportava come simbolo due martelli incrociati (vedi notizia del 29/04/2016); l’assenza d’indicazioni ben precise nei documenti di servizio delle Ferrovie dello Stato del nostro archivio, e quelli di altri collezionisti, ci hanno spinto a formulare alcune ipotesi, così come sono state numerose le mail ricevute nei giorni a seguire in cui si proponevano varie interpretazioni di tale simbologia.

Una delle spiegazioni più plausibili è giunta dal Museo Ferroviario di Pietrarsa, che ringraziamo per la gentile disponibilità e per la celere risposta al nostro interessamento. Riportiamo un estratto della risposta ricevuta dal nostro collaboratore Sergio Bertolino:
“Abbiamo fatto una accurata indagine in merito al cippo indicato. I cippi venivano anche apposti  nei pressi di una casa cantoniera come deposito di attrezzi o strumenti. Ipotesi più probabile è che questi cippi identificavano, sin da tempi molto antichi, concessioni minerarie. In sostanza delimitavano zone entro le quali esistevano concessioni per attività estrattive. Le nostre montagne ne sono piene[…]”.

A questo punto possiamo affermare con certezza che la simbologia riportata sul cippo ferroviario indica o delimita un’area mineraria, infatti, successive nostre ricerche hanno confermato che nel punto in cui questo si trova è presente una cava, e dalle immagini satellitari non escludiamo che questa un tempo potesse essere servita da un raccordo ferroviario.

Ringraziamo quanti ci hanno seguito e sostenuto in questa ricerca, che ha contribuito a fare luce su un piccolo aspetto del nostro passato ferroviario, mantenendo vivo l’interesse per il nostro patrimonio storico.
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