La linea diramata tra Terme Vigliatore e Patti è una risorsa, difendiamola

Con riferimento all’articolo “Dismissione del vecchio tracciato e realizzazione di una stazione”, pubblicato su Gazzetta del Sud (ed. Sicilia) l’8 gennaio 2015, nel quale il sindaco del Comune di Oliveri, Michele Pino, manifesta la volontà dell’amministrazione oliverese di chiedere, al Ministero dei Trasporti e alle Ferrovie dello Stato Italiane, la dismissione del tracciato ferroviario tra Patti e Terme Vigliatore a favore di una nuova strada e stazione ferroviaria, riteniamo sia doverosa una disamina che illustri lo stato della linea per la quale l’amministratore ne chiede, inspiegabilmente, la dismissione.

La linea diramata tra Patti S.P.P. e il Bivio Terme, che fa parte della ferrovia Messina – Palermo, con i suoi 19,800 km circa, si snoda tra le località di Patti, Mongiove Siculo, Marinello, Falcone, Portorosa, Tonnarella, Furnari e Terme Vigliatore. Ai circa 30000 residenti di queste località, molti dei quali pendolari, vanno sommate le numerose presenze che durante tutto l’anno raggiungono, anche in treno, queste splendide zone, alcune delle quali, per storia e unicità, apprezzate in tutto il mondo.

Con l’apertura della nuova variante a doppio binario tra Patti e Terme Vigliatore, avvenuta nel febbraio 2006, questi chilometri di ferrovia, cosi come stazioni, passaggi a livello e sottovia, sono stati profondamente riammodernati da Rete Ferroviaria Italiana e offrono oggi una migliore mobilità ferroviaria e stradale alle comunità del comprensorio.

Anche l’offerta regionale di Trenitalia, che anni addietro aveva subito un momento di flessione, con l’attuale orario ferroviario prevede, nei giorni feriali, ben sette coppie di treni, con collegamenti diretti dalle località sopracitate, verso Messina, Palermo e le altre città attraversate dalla principale linea siciliana, servita anche dai treni nazionali.

Viene difficile comprendere come l’amministrazione di Oliveri, probabilmente l’unica in tutta Italia, possa immaginare il proprio territorio privato di una stazione ferroviaria, situata nel cuore della cittadina, a favore di una nuova fermata distante dall’abitato e in particolare lontana dai cittadini (si ricorda a tal proposito la nuova stazione di Milazzo che da 1991 è attiva in aperta campagna lontana dal centro abitato). Non sia superfluo ricordare come la ferrovia, laddove opportunamente valorizzata, non costituisce di certo un impedimento allo sviluppo urbano e economico del territorio, ma al contrario ne rafforza la rete di trasporti favorendo la mobilità di merci e persone.

Ancora vorremo evidenziare come la linea diramata nel suo lungo percorso attraversi anche la Riserva di Marinello, meta annualmente di migliaia di turisti. Considerato che la stazione di Oliveri è situata a poche centinaia di metri dal sito naturalistico, sarebbe piuttosto auspicabile che l’Amministrazione, stessa cosa quelle vicine, si attivasse per favorire l’afflusso dei visitatori utilizzando questo straordinario sistema di trasporto collettivo, così da impedire i noti ingorghi estivi di automobili, nonché tutelare la salute dei cittadini e l’equilibrio del delicato ecosistema della Riserva.

Giovanni Russo
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