Lavori in corso lungo la ferrovia Alcantara – Randazzo

Lungo una linea ferroviaria chiusa all’esercizio come l’Alcantara – Randazzo la presenza di operai e mezzi d’opera basta a generare una certa curiosità (ed entusiasmo) tra quanti vivono nelle località attraversate dalla ferrovia. Per meglio comprendere quanto sta accadendo, ed evitare facili illusioni, giorni fa siamo andanti a vedere cosa succede tra le stazioni di Alcantara e Randazzo.

Entriamo nella stazione di Alcantara, notiamo che nel suo ampio scalo sono depositate traverse, rotaie e attrezzature di ogni genere per il risanamento dell’armamento ferroviario, materiali nuovi che andranno a sostituire l’attuale piano del ferro della linea compresa tra le vicine stazioni di Letojanni e Riposto. Negli stessi spazi trovano ricovero i numerosi mezzi d’opera della Globalfer di Caserta, che sul posto ha disponibili anche quattro locomotive diesel (2 Cockerill-Ougree serie 51 ex SNCB e 2 Nohab serie Di 3a ex NSB).

Percorriamo in direzione sud tutto il marciapiede del binario 1, e circa 150 metri dopo troviamo la deviata per Catania e quella della valle Alcantara. Proseguendo, sotto il ponte della SP 9, una locomotiva Nohab in composizione a sei carri Faccs, e poco dietro, un altro convoglio con carri per la pulizia del sedime e una locomotiva Cockerill Augree posizionata in direzione Randazzo. I due treni cantiere insieme occupano la linea per 450 metri.

Camminando lateralmente al treno si nota come sia stato necessario rimuovere la grande quantità di detriti che nel tempo hanno ricoperto questo tratto di linea, fino al 2002 esclusivo dominio delle Aln668 serie 1500. Qui termina il secondo convoglio, e pochi metri dopo, con delle traverse sistemate come una sorta di respingente, anche il punto di linea praticabile dai rotabili.

Oltrepassiamo le traverse e proseguiamo superando il sottovia ferroviario che taglia l’A18. Qui termina il tratto di linea bonificata, ma rimangono visibili delle preziose testimonianze come il vecchio segnale di protezione e una garitta telefonica. Abbiamo già percorso 835 metri, e notiamo poco più avanti la ferrovia che (purtroppo) torna tra i rovi, e solo 37 km più a monte, nel tratto prossimo a Randazzo, notiamo altri operai occupati in lavori di scerbatura. Per il resto nulla è cambiato.

Iniziamo il viaggio di ritorno verso Messina percorrendo la SS 185 che in moltissimi punti corre parallela alla linea Alcantara – Randazzo e ai suoi spettacolari viadotti, una ferrovia che possiede tutti i requisiti per diventare una ferrovia turistica (e non solo), a cui basterebbe un piccolo investimento delle amministrazioni locali o regionali per riaprirla all’esercizio ferroviario.

Giovanni Russo