Incontro a Caltagirone per chiedere la riapertura della linea fino a Gela

Era l’8 maggio 2011 quando a Caltagirone, in contrada Piano Carbone, crollavano due arcate e un pilone del ponte ferroviario che dalla città delle ceramiche permetteva al treno di arrivare fino a Niscemi e Gela. Da allora sono trascorsi tre lunghi anni, e solo l’interesse dell’Associazione Ferrovie Siciliane e del Comitato Pendolari Siciliani, ha tenuto alta l’attenzione su questa linea siciliana.

Con l’orario ferroviario in vigore sono solo due le coppie di treni, serviti con ALn668 serie 3000 e provenienti da Catania Centrale, che la percorrono quotidianamente fino a Caltagirone (R12805, R12806, R12809, R12810). Il rimanente servizio, fino a Gela, è garantito da quattro coppie di bus sostitutivi messi a disposizione da Trenitalia e che percorrono l’intera linea, una di queste limitata alla stazione di Vizzini-Licodia.

Com’è noto, insieme al Comitato Pendolari Siciliani, il 12 maggio 2013 e il 10 maggio 2014 (2° e 3° anniversario dal crollo) a Caltagirone abbiamo messo in piedi due simboliche attività rivolte a sensibilizzare quanti fino al 2012 hanno usufruito dei collegamenti ferroviari, che se non velocissimi come i treni che percorrono le principali linee dell’isola, erano pur sempre un’importante alternativa di mobilità.

Un primo risultato è arrivato lo scorso 30 Maggio, quando, al Comune di Caltagirone, abbiamo incontrato gli amministratori locali e alcune realtà sociali. Dopo aver discusso dell’infrastruttura e dei disagi per la chiusura della linea, in modo univoco, abbiamo concordato di chiedere al presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, interventi urgenti per favorire la riapertura della linea, cosi da favorire la mobilità dei siciliani che risiedono in questa parte della regione e, parallelamente, garantire ai turisti di raggiungere queste meravigliose località.

Il documento, che è già stato inoltrato alla Regione Sicilia, è stato firmato da Nicolò Bonanno, sindaco di Caltagirone; Massimiliano Ficicchia, assessore del Comune di Niscemi; Giosuè Malaponti, presidente Comitato Pendolari Siciliani; Giovanni Russo, presidente Associazione Ferrovie Siciliane; Pino Farruggia, presidente Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria; Francesco Bono, Associazione Confederazione Rangers.

Dopo il dissequestro del ponte, avvenuto a giugno 2013, Rete Ferroviaria Italiana ha intrapreso le prime attività di verifica sullo stato della linea. Il primo risultato, forse quello decisivo, si potrebbe svolgere tra l’estate e l’autunno 2014 con la demolizione totale, tramite esplosivo, del ponte in contrada Piano Carbone. L’attività, già commissionata alla Nonex S.r.l. di Fabriano, è stata discussa oggi al Comune di Caltagirone.

Quale sarà il destino di questa linea siciliana è ancora presto per dirlo e dipende da molteplici fattori, uno per tutti l’aspetto economico e il costante interesse delle amministrazioni locali che, se dovesse mancare, porterebbe alla definitiva soppressione della linea lasciando come unica via di collegamento la SS 417.

Giovanni Russo

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Da sinistra. Francesco La Rosa, sindaco di Niscemi; Nicolò Bonanno, sindaco di Caltagirone; Giosuè Malaponti, presidente Comitato Pendolari Siciliani; Giovanni Russo, presidente Associazione Ferrovie Siciliane – Caltagirone 30/05/2014

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